Chiusura Halykòs (3)

 

 

ERACLEA MINOA (AG) – Sabato 23 ottobre 2021 un convegno di diffusione dei risultati raggiunti segna la chiusura dei tre anni di attività del progetto Halykòs di Marevivo.

Un evento voluto per comunicare gli obiettivi e i numeri raggiunti dall’iniziativa sostenuta dalla Fondazione CON IL SUD attraverso il Bando Ambiente 2018.

Un progetto di educazione e difesa ambientale, ma anche di valorizzazione del territorio, con lo sviluppo di azioni tese a promuovere il territorio del bacino del Fiume Platani e la sua e la Riserva Naturale Orientata dove è stato installato un nuovo info-point, promossi i percorsi naturalistici, pubblicato materiale informativo e realizzata un’audio-guida.

Ma la vera protagonista del progetto è stata la “barriera blocca plastica” il primo sbarramento su un fiume posto a difesa del mare e realizzato in Sicilia, grazie all’intervento della Società Castalia Consorzio Stabile S.c.p.A, già da tanti anni impegnata in  attività di tutela del mare e prevenzione di disastri ambientali e  che sta portando avanti anche  in altre regioni una serie di sperimentazioni sui corsi fluviali, dove risulta più agevole intercettare e bloccare i rifiuti.

Presenti i partner di progetto con i rappresentanti del Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana, dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, della Cooperativa Arcobaleno di Sciacca e degli istituti comprensivi Francesco Crispi di Ribera (AG), “Ezio Contino” di Cattolica Eraclea (AG), ” V. Navarro” di Ribera (AG) e la Scuola secondaria di II grado Francesco Crispi di Ribera (AG).

Anche la Fondazione CON IL SUD ha voluto far arrivare il proprio apprezzamento nei riguardi di Marevivo e dell’iniziativa realizzata, plaudendo al successo raggiunto dal progetto con un messaggio del presidente Carlo Borgomeo, che ha dichiarato la soddisfazione della Fondazione nell’aver selezionato il progetto Halykòs che ha rivelato attualità e coerenza rispetto ai grandi temi delle emergenze ambientali. “Un’idea apparentemente semplice, ma innovativa – dichiara Borgomeo – che lascerà un’impronta e un segno d’interesse sul territorio. Questi progetti non cambiano tutto il sistema, ma determinano una reazione dell’opinione pubblica, inducendola a riflettere sui tanti problemi che affliggono l’ambiente naturale, che non sono di esclusiva competenza dei Grandi della Terra, ma di ciascuno di noi; e quando un’esperienza di dimensioni non enormi riesce a sensibilizzare e a indurre dei cambiamenti, diventa un contributo importantissimo. Queste considerazioni corrispondono alle logiche della Fondazione CON IL SUD che s’impegna ad impiegare le risorse di cui dispone per realizzare progetti che possono essere definiti esemplari e che possono indurre altri soggetti pubblici e privati a replicarli. Affidare queste iniziative al Terzo Settore realizza anche la nostra convinzione che la sostenibilità non solo lotta contro i cambiamenti climatici, ma anche alle diseguaglianze sociali.”

Il messaggio del Presidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo, rafforza il nostro intento ad andare avanti a non fermare il percorso di difesa e promozione del territorio che abbiamo avviato in questa parte della Sicilia – dichiara Fabio Galluzzo di Marevivoi risultati raggiunti, la condivisione degli obiettivi espressa dalla comunità e dalle istituzioni c’incoraggiano ad andare avanti e a lavorare per intercettare nuove risorse che consentano al progetto di proseguire. Oggi abbiamo pubblicato i traguardi verso i quali con determinazione ci siamo spinti, andando nonostante l’emergenza sanitaria, oltre gli obiettivi programmati.

La barriera blocca plastica non ha fermato del tutto l’inquinamento del mare, ma è stato uno strumento esemplare per indurre la riflessione sulla necessità di mutare i nostri comportamenti e ridurre le conseguenze che essi determinano nei confronti dell’ambiente naturale. La barriera è stato anche un modo per richiamare l’attenzione sull’importanza del fiume e di alcune aree naturali caratterizzate da tante potenzialità in grado di trasformarle in volani dello sviluppo sostenibile e divenire una vera e propria opportunità per molti giovani costretti ad andarsene fuori dalla Sicilia per trovare un lavoro. Il nostro intervento ha riunito in una Rete tanti portatori d’interesse locale, ha educato molti studenti alla tutela ambientale, ha favorito l’integrazione di soggetti diversamente abili, ha dotato di mezzi, materiali e strumenti una riserva naturale, come quella della Foce del Fiume Platani, che ha tutte le carte in regola per essere considerata un habitat d’eccellenza per molte specie faunistiche e vegetali e che può divenire un vero e proprio osservatorio naturale situato in una posizione unica tra bosco, fiume e mare. Oggi confidiamo di poter contare sulla collaborazione di chi vorrà darci una mano per continuare; noi ci metteremo lo stesso impegno e la stessa passione che ha consentito al progetto Halykòs di essere considerato unanimemente un’esperienza esemplare.”

Presente, con la delega personale anche del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, l’Assessore regionale al Territorio e Ambiente On. Toto Cordaro che non ha mancato di esprimere il proprio elogio all’iniziativa, realizzata in un momento nel quale dichiara: “l’attenzione all’ambiente e alla sua difesa sono argomenti più che mai attuali, nei confronti dei quali per importanza e gravità, sono state trovate e continueranno a essere ricercate delle soluzioni, che si ritengono oramai indifferibili. Il coinvolgimento del territorio e della comunità che lo abita rimangono indispensabili per la sua salvaguardia e la sua promozione e la regione non mancherà di mettere in campo mezzi e risorse perché difesa e valorizzazione siano assicurate in Sicilia.”

Di notevole interesse è stata anche la relazione presentata dal dottore Giuseppe Cuffari di ARPA Sicilia, sui risultati dei monitoraggi del corso fluviale, condotti in concomitanza del progetto.

Un fiume che, sulla base delle analisi condotte e della quantità di rifiuti raccolti, rivela uno stato di salute non allarmante. Non è stata rilevata la presenza di fattori inquinanti chimici al di sopra dei livelli di guardia; sussiste un inquinamento batterico delle stesse dimensioni di quello già rilevato in altri siti di monitoraggio posti più a monte della foce, verosimilmente collegati a sistemi di depurazione non efficienti o del tutto assenti.  

L’evento ha visto anche la partecipazione dei sindaci di Ribera, Cattolica Eraclea e Montallegro che non sono mai venuti meno nel  sostenere e promuovere il progetto, collaborando attivamente alla sua realizzazione, con loro anche i rappresentanti del Demanio marittimo, dell’Ufficio Provinciale del Dipartimento  dello Sviluppo Rurale e Territoriale Siciliano, protagonista della realizzazione di alcune azioni progettuali, della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, del direttore Salvatore Dara dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sicilia  A. Mirri e del veterinario Paolo Monteverde che a conclusione dei lavori  hanno liberato un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta, riabilitato presso il loro centro recupero.